la tua posizione: giusipolizzi.it » argomenti/mindfulness therapy

LABORATORIO MINDFULNESS THERAPY

Rivolto a Soggetti adulti, Bambini, Adolescenti ed Anziani

 
“Sai che sei un miracolo?
Tutto il tuo corpo è un miracolo,
dai capelli in cima alla testa
fino al mignolo del piede“.

 
“La consapevolezza che emerge prestando attenzione intenzionalmente,
nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza,
momento dopo momento viene definita MINDFULNESS“
                                         Jon Kabat-Zinn



Come si evince dalla succitata definizione riconosciuta a livello mondiale, tale metodologia affonda le radici nel cuore del concetto buddhista rappresentato dalla consapevolezza di sé e, quindi, di tutto ciò che accade, dentro e fuori di noi.
La parola mindfulnéss è la traduzione in inglese della parola pali (la lingua del Buddha) SATI, che indica consapevolezza, attenzione e ricordo. A cui, oggi, gli psicologi cognitivisti, hanno aggiunto il valore dell'esperienza presente in modo non giudicante con conseguente accettazione: ovvero il cuore della meditazione.
Ekaggatà (lingua Pali e Sanscrito) è la parola migliore per definire lo stato meditativo che rappresenta il fattore di unificazione della mente focalizzata su un singolo punto, unificata e portata su un oggetto particolare, quali sensazioni fisiche, suoni o stimoli visivi, odori e sapori, respiro, movimento, offrendo in tal modo una varietà più ampia di significati il cui risultato sarà "l'autoregolazione della coscienza". Da una decina d'anni circa, si assiste ad una esplosione di tale metodologia in ambito clinico poiché gli operatori sanitari che negli anni sessanta e settanta erano ricercatori spirituali e meditatori, sono ora ricercatori in ambito clinico, e da recenti statistiche si è evinto il beneficio massivo, in ogni patologia, derivante dalla pratica della mindfulness. Numerose sperimentazioni vengono ormai da tempo effettuate sui meditatori abituali da cui è stato possibile rintracciare - sia dai risultati di neuroimaging che da altre tecniche sulla neuro plasticità - che i neuroni si attivano insieme, si legano tra loro e che l'attività mentale della meditazione attiva specifiche aree del cervello.
In particolare dagli studi elettroencefalografici è emerso che i meditatori hanno livelli più elevati di attività delle onde alfa e theta associati al sonno e al riposo; nello specifico riscontriamo attività più elevate di onde theta e delta nelle tecniche di rilassamento e maggiore attività di alfa e beta nella pratica di mindfulness. Gli studi di neuroimaging hanno riscontrato l'attivazione della corteccia prefrontale dorso laterale e della corteccia cingolata, implicata, quest'ultima nella funzione d'integrazione di attenzione, motivazione e controllo motorio. Si attiva anche l'insula, associata alla enterocezione e considerata la zona nevralgica nell?elaborazione delle sensazioni fisiche passeggere che costituiscono l'esperienza dello stato del sé. Questi cambiamenti che possiamo definire "di stato", dovuti al momento meditativo, divengono man mano che si pratica, cambiamenti "di tratto", poiché modificano nel tempo sia lo stato attentivo sia le risposte comportamentali dinanzi alle varie esperienze - interne ed esterne. Si assume una maggiore e migliore validazione del qui ed ora, vivendo appieno il momento (centratura), si sviluppano maggiori emozioni positive, si ha una minore reattività allo stress, si potenzia la vitalità cognitiva per addestramento al fenomeno "attentivo", si riducono i parametri psiconeurobiologici dell'attività simpatica con ricadute positive sul sistema simpatico ed endocrino-ormonale.

Da quanto si evince, l'applicazione della mindfulness trova ampio respiro in tutti gli ambiti di vita: da quelli più regolari, equilibrati e quotidiani a quelli più francamente patologici.
In psicoterapia è divenuto un modello che accompagna tutte le categorie nosografiche:
- AMBITO ADULTI
Stress; Depressioni (da quelle mascherate che implicano soprattutto sintomi fisici a quelle maggiori, attraversando tutto il range che tra i due opposti poli esiste); Stati d'ansia; Attacchi di panico; Disturbi del comportamento alimentare; Obesità, iperfagia, vigoressia; Disturbi ossessivo-compulsivi; Disturbo del controllo degli impulsi e della condotta; Sindromi borderline e psicosi (in fase di compenso); Disturbi di personalità; Disturbi sessuali; Tic; Insonnia; Patologie da dipendenza; Disturbi e patologie con eziologia psicosomatica (compresi quelli dermatologici ed osteoarticolari); Ipertensione, glicemia (in associazione a modificazioni della condotta alimentare) Conflitti relazionali (in ambito di coppia, familiare ed istituzionale); Malattie fisiche invalidanti e terminali (clinica oncologica)
- AMBITO PEDIATRICO (oltre le categorie succitate in ambito adulti)
Disturbo da iperattività e deficit attentivo ; Disturbi d'apprendimento; Disfunzioni alimentari; Enuresi notturna; Encopresi; Onicofagia; Pavor nocturnus; Bullismo e difficoltà relazionali; Malattie emato-oncologiche
- AMBITO ADOLESCENZIALE
Difficoltà di socializzazione; Abuso di sostanze; Prodromi di nevrosi e sindromi dissociative; Disturbi alimentari
- AMBITO GERIATRICO
Accettazione delle limitazioni fisiche e psichiche; Miglioramento delle posture e dei danni ostearticolari; Miglioramento dei deficit neurologici; Recupero del senso degli eventi passati e presenti; Sviluppo della gioia sulla prospettiva di vita

Al di fuori delle categorie nosografiche, la pratica della mindfulness trova ampio riscontro nella migliore gestione di conflitti relazionali, nell'espressione della rabbia, nelle difficoltà sessuali, nella gestione dello stress in ambito istituzionale ed organizzativo. Ed, ancora, essa è strumento indispensabile per la conoscenza di sé ed il mantenimento del proprio equilibrio, anche in stato di salute, che come sappiamo dalla definizione dell'OMS è: "Lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia". Ciò implica - che anche in malattia - si possa vivere una vita di qualità a seconda delle reazioni che il soggetto applica all'esperienza che vive, oltre - ovviamente - alle condizioni socioeconomiche che lo circondano.
Ma la Mindfulness ha anche altri registri di applicazione: da quello educativo in età infantile a quello della socialità e della formazione dell'identità in adolescenza, dall'accettazione del "diverso" in epoca di globalizzazione, all'accettazione della vecchiaia con i limiti psicofisici che questa impone nonché la riduzione di alcune problematiche e danni legati all'invecchiamento.
Infine, ma non ultimo, lo sviluppo di un atteggiamento volto alla spiritualità, che uscendo dai confini dell'appartenenza a qualsivoglia ortodossia, indica l'atteggiamento religioso (da religo) di unione con tutte le cose e, quindi, di sviluppo della compassione (meditazione di Metta) per gli altri e per il nostro pianeta. Da un atteggiamento spirituale discende, quindi, lo sviluppo di una ecologia della mente prima, e dell'ambiente dopo. Attraverso la mindfulness impariamo ad esprimere tutta la gamma dei sentimenti senza paure o vergogna.
STRUTTURAZIONE GRUPPI
I gruppi saranno composti da un massimo di 10 persone ed avranno cadenza settimanale per la durata di un'ora e mezza.
Generalmente un protocollo ha una durata di 8/10 incontri che possono, comunque, ripetersi ed ampliarsi anche organizzando delle giornate (con orari da stabilire) all'aria aperta. Nella pratica di mindfulness oltre alla costruzione di un "corretto respiro", viene associata una serie di semplici esercizi di Hatha Yoga al fine di coordinare respiro e movimento nella conoscenza di sé. La postura e i disturbi articolari, infatti, esprimono anch?essi conflitti celati che possono nel tempo cronicizzarsi e dare avvio a patologie più ampie e sistemica.

 
"La meditazione purifica l'anima,
governa gli affetti, dirige le azioni,
corregge gli eccessi. Forma i costumi,
rende la vita onesta e ben ordinata,
dà la scienza delle cose umane e divine".
(San Bernardo)



 
Dott.ssa Giusi Polizzi - Psicoterapeuta analitica individuale e di gruppo
Psicodrammatista Psicosomatista Ipnoterapeuta Mindfulness Therapyst

torna sopra